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Ho tentennato un po prima
di dedicarmi a questo tema ma le tante persone che mi conoscono e
utilizzano frequentemente le pagine di questo sito web a me si sono
rivolte per denunciare tale situazione. Il titolo potrebbe ingannare
ed è bene specificare subito il tema dell'intervento. Non è
assolutamente volontà di chi scrive esprimersi sulla questione
valliva, tematica che ho seguito con passione e che mi lascia
francamente spiazzato, considerando la quantità di cavilli
burocratici e una storia ormai che si perde nella notte dei tempi,
plasmata, e di questo sono certo, da volontà politiche che vanno
ben al di sopra della giurisdizione comunale comacchiese e non da
oggi.
L'accorpamento vallivo è stato definito nei suoi termini e
questo è un dato di fatto definitivo e di questo se ne deve prendere
atto. C'è un particolare che vorrei documentare che secondo me e i
tanti che mi hanno stimolato a scrivere vorrebbero evidenziare. L'assoluto
poco rispetto verso i cittadini da parte delle istituzioni locali,
senza distinzioni, quando questi temi approdano in consiglio
comunale. E' un problema piuttosto datato ma evidentemente non interessa, per questo motivo mi permetto di considerare questo disservizio una colpa da attribuire indistintamente a tutti. Mi avvio a descrivere atteggiamenti e condizioni che dovrebbero cambiare per
rimettere nella giusta carreggiata un logico rispetto nei confronti
della popolazione soprattutto quando l'aula consiliare deve
legiferare su temi di interesse pubblico così evidenti. Arrivo al
dunque. Il Consiglio comunale è l'organo di indirizzo e di controllo
politico-amministrativo del comune che si esprime e legifera sui temi
che riguardano la vita pubblica del paese. Le decisioni più
importanti come questa dell'accorpamento vallivo
che decretano
indirizzi storici per la propria collettività da qui passano e
vengono discussi. E' chiaro che una seduta così importante, perchè
volano di interessi, storici, logistici, economici, catalizza
l'attenzione di gran parte della popolazione, la stessa che a mio
avviso non viene a dovere considerata. Non è possibile che il comune
di Comacchio debba utilizzare per svolgere la propria attività di
governo in presenza dei cittadini un impianto acustico inadeguato o
addirittura non funzionante durante questi importanti incontri. Ed
ancora. Si discuteva di accorpamento vallivo ma in cuor mio avrei
titolato la serata con un più eloquente ….accorpamento umano.
La
Sala consiliare per chi non lo sapesse ha una dimensione (vado a
braccio) di 20 metri per 15 (forse meno) e l'85% dello spazio
disponibile è destinato ai rappresentanti dell'intero consiglio
comunale, lasciando un misero 15% ai tanti che vorrebbero partecipare
alla vita politica del paese. Non è concepibile che si debba
origliare dalla sala accanto, perchè lo spazio impedisce l'accesso
alle persone che in numero maggiore a 25 si presentano a questi
appuntamenti. Si parla tanto dei comacchiesi come un popolo che
limitatamente partecipa a questi importanti incontri. Chi scrive ha
il vizio, quando può, di farlo e per questo documento conoscendo l'anomalia.
Mi chiedo, non sarebbe più
sensato consegnare alla collettività attenzioni diverse, più
rispettose nei confronti della gente. Non ho intenzione con questo
semplice intervento di fregiarmi del titolo di Paladino della
giustizia, me ne guarderei bene, ma dell'essere....incazzato si. Non
me ne vogliano i consiglieri che qui vorrei riprendere...magari un
giorno anche loro si ritroveranno da questa parte della barricata ad
ascoltare..immersi dalla folla, origliando. Ritengo disdicevole anche
l'atteggiamento palesato durante l'incontro di mercoledì scorso
quando alla richiesta di alzare la voce perchè l'impianto audio non
riusciva ad emettere nessun suono che favorisse la comprensione dei
temi dibattuti dai vari relatori, in aula e nella gremita stanza
attigua, la risposta che si percepiva era il più delle volte ...e
cosa devo fare urlare !!!. Proseguendo in questo dialogo virtuale e
con la più pacata riverenza verso i nostri rappresentanti locali
rispondo “Si ! Devi farlo !”.
I cittadini sono i reali
interlocutori dei temi che da queste stanze si dibattono, senza il
loro appoggio e il loro consenso nulla dovrebbe essere sancito e a
loro deve sempre essere riconosciuto il rispetto. Il tema era caldo,
gli animi bollenti e questi sono elementi che di certo avranno
influito su tali comportamenti, solitamente corretti e rispettosi di
questi ruoli, ma così non è stato mercoledì scorso. Aggiungo e
vado a terminare, penso che un dibattito più fruibile dalla
cittadinanza quando si toccano queste corde sensibili della vita
pubblica comacchiese sia auspicabile se non indispensabile. Una sala
dotata di collegamento internet diretto o una registrazione video
raggiungibile successivamente al dibattito da tutti, non solo
garantirebbe trasparenza e completezza di informazione ma
consentirebbe a noi pubblico di essere considerati nel giusto modo,
con rispetto.
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