Comacchio e Lidi

Starna Italica, il Parco del Delta pronto a reintrodurla nel Mezzano

Starna Italica, il Parco del Delta pronto a reintrodurla nel Mezzano

Se ne è parlato a Comacchio, il progetto coinvolge tutti nella tutela di una specie estinta


Parte proprio dal Parco del Delta del Po emiliano romagnolo il grande progetto di rilievo europeo per la reintroduzione della starna italica (Perdix perdix italica), una specie che oggi risulta estinta in natura, ma che ha trovato per anni vasta diffusione ed un habitat naturale nel Delta del Po.

Se ne è parlato sabato 26 settembre in un convegno che si è tenuto nella sala polivalente di Palazzo Bellini a Comacchio, organizzato dal Parco del Delta del Po Emilia Romagna. Si trattava della prima conferenza scientifica Life Perdix per la reintroduzione della stanza italica, al quale ne seguiranno altri due.

I lavori sono stati aperti da Pierluigi Negri, neo sindaco di Comacchio, che ha fatto così la sua prima apparizione pubblica, sottolineando l’importanza di un progetto che si propone il recupero di una specie scomparsa. Dopo di lui ha parlato il presidente del Parco e sindaco di Goro, Diego Viviani, che ha ricordato che la scomparsa di questa specie è dovuta ad una serie di motivi, climatici e anche ambientali e che il suo recupero dovrà quindi tenere conto dell’ambiente nel quale sarà reinserita, tanto da garantirne la futura sopravvivenza.

“Il Parco guiderà un progetto che vede coinvolti molti attori (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la Federazione Italiana Caccia, Legambiente, Ispra, Asoer) - sottolinea Maria Pia Pagliarusco, direttrice del Parco - e avrà la durata di sei anni. Partito a gennaio dello scorso anno, richiederà un investimento di oltre 5 milioni di euro. 

"La starna italica - spiega la direttrice - è estinta in natura, ma se ne trovano ancora esemplari puri in allevamento. Negli anni ottanta, ha ricordato ancora, ne esistevano oltre 12 mila esemplari. Adesso si punta a reintrodurla nel Parco del delta. L’area identificata per la sua reintroduzione è nel Mezzano nella Valli di Comacchio. Per fare questo, per ridare vita ad una specie estinta, saranno coinvolti molti soggetti diversi, a cominciare dalla cittadinanza, che ne dovrà garantire la tutela, agli ambienti rurali e quindi al mondo agricolo che collabori alla sua riproduzione, ai gestori di aree protette, a personale volontario e naturalmente al mondo della caccia che garantisca il contenimento dell’attività venatoria”. 

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