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Covid, molte palestre e piscine sono già sicure

Covid, molte palestre e piscine sono già sicure

L'ultimo Dpcm Conte concede una settimana di tempo ai gestori per adeguarsi alle norme in vigore, in realtà adottate già a maggio


Palestre e piscine sono finite nell'occhio del mirino dopo l'entrata in vigore dell'ultimo DPCM, illustrato il 18 ottobre dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha ribadito la necessità di queste strutture di rispettare tutte le norme di sicurezza necessarie al contenimento del Covid19, pena la chiusura entro fine mese. 

Una settimana è il tempo concesso a società, associazioni sportive dilettantistiche e aziende per adeguare i loro impianti, un tempo che molti dei gestori ritengono però superfluo, proprio perché palestre, piscine e centri sportivi avevano già adottato già durante la prima fase d'emergenza, in tarda primavera, tutte le misure necessarie in termini di distanziamento, disinfezione, tracciamento degli accessi e utilizzo dei dispositivi di sicurezza

Lasciati in una sorta di limbo dopo l'avvertimento del premier Conte, i gestori restano in attesa di un via libera definitivo che consenta la ripresa dei corsi, anche se al momento nessun provvedimento ne vieta l'apertura. Ad essere confusi sono anche i clienti, incerti sul da farsi per timore di una chiusura improvvisa delle sedi, situazione che difficilmente si verificherà proprio perchè tutte le misure necessarie erano già state adottate per far ripartire le attività a maggio scorso.

In sostanza, il DPCM emanato il 13 ottobre e integrato il 18 ottobre stabilisce che:

"l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere, svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell' art.1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020".

Le linee guida emanate dalll'Ufficio per lo Sport già il 19 maggio scorso invitano i gestori ad adottare sistemi di tracciamento degli accessi tramite applicativi web (per evitare assembramenti in sale d'attesa e reception), utili anche a gestire le prenotazioni degli utenti per accedere agli impianti stessi. Si chiede, come avviene in altri contesti, la registrazione degli accessi e la conservazione degli elenchi con i dati utili al tracciamento per due settimane. 

Consigliata inoltre la misurazione della temperatura corporea all'ingresso, la predisposizione di percorsi alternati nei corridoi di accesso agli ambienti e agli spogliatoi. Questi ultimi dovranno essere frequentemente igienizzati e organizzati in modo tale da garantire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, anche tramite barriere di separazione se necessario, con accessi regolamentati. In alcune strutture potrebbe essere più opportuno presentarsi già in tenuta di allenamento, in ogni caso gli indumenti e gli oggetti personali dovranno essere riposti in una borsa personale e non dovrà essere consentito l'uso promiscuo degli armadietti. Vietata la condivisione di accappatoi e asciugamani, saponette, bottigliette. 

Se tra i presenti che non svolgono attività fisica dovrà essere garantito il distanziamento di un metro, tra chi sta utilizzando gli attrezzi dovrà essere rispettata la distanza di due metri. I macchinari dovranno essere opportunamente distanziati e igienizzati dopo ogni utilizzo, mentre chi li utilizza dovrà disinfettare le mani con igienizzanti propri o comunque messi a disposizione dalla struttura. Le lezioni collettive saranno consentite solo in presenza di ambienti adeguatamente ampi. 

Per quanto riguarda invece le piscine, le linee guida prevedono un distanziamento in vasca di almeno 7 metri quadrati a persona. Anche in questo caso è prevista la registrazione degli utenti all’ingresso. Negli spogliatoi valgono le regole già illustrate per le palestre, mentre in acqua si accede dopo la doccia con sapone e non si tengono comportamenti rischiosi in termini di contagio, come soffiarsi il naso o sputare. Ogni 30 giorni si dovranno predisporre analisi chimiche e microbiologiche sull'acqua. 

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