Comacchio e Lidi

Arriva in libreria "Delitti nella Nebbia"

Arriva in libreria "Delitti nella Nebbia"

14 omicidi mai risolti nel territorio ferrarese



Tutte le cose irrisolte, le cose alle quali non si è ancora riusciti, per svariati motivi, a dare una spiegazione o trovarvi una risposta razionale o definitiva, hanno sempre affascinato (molto spesso anche morbosamente) l’animo umano. 
Delitti nelle Nebbie”, il libro inchiesta in uscita proprio in questi giorni scritto dal giornalista Nicola Bianchi con il criminologo Francesco Altan e con Giacomo Battara, indaga, scruta ed informa di omicidi avvenuti, negli anni, proprio nel nostro territorio, nei posti dove molti di coloro che lo leggeranno vivono, lavorano, portano i figli a scuola…ecco perché un libro come questo, che coniuga la curiosità dell’irrisolto e dell’incompiuto ai luoghi vissuti quotidianamente da chi in mezzo a queste nebbie e a questa terra ci vive, non può mancare sui comodini dei ferraresi (e non solo). 

Per capire e per farci spiegare meglio il grande lavoro di ricerca e la miriade di informazioni necessarie alla stesura del libro, abbiamo contattato Nicola Bianchi, autore e giornalista di cronaca giudiziaria per “Il Resto del Carlino” che ci ha gentilmente risposto. 

Ciao Nicola. Perché hai deciso di scrivere questo libro e come hai scelto i 14 “cold case”?
“Il libro, scritto assieme al criminologo Francesco Altan e al collega Giacomo Battara, nasce subito dopo la pubblicazione di ‘Storia di Willy e di Valeriano Forzati’ presunto colpevole, ovvero nell’estate 2015. Eravamo a pranzo insieme quando ci siamo detti: perché, oltre al cold case Branchi, non riportiamo alla luce i tanti altri delitti irrisolti ferraresi? E così abbiam fatto. Tre anni di lavoro, di studio degli atti dei fascicoli archiviati, e di ricerca dei casi.
 Il primo è del 1944, quello relativo all’assassinio della marchesa Maria Catalano Gonzaga nella sua villa di Santa Maria Codifiume, per finire con la terribile morte di Giada Anteghini avvenuta nel 2006 dopo 14 mesi di coma.
 La scelta dei casi? Abbiamo cercato di riportarli alla luce tutti, anche se siamo consapevoli che negli anni del dopoguerra, soprattutto, tanti sono rimasti ancora ‘sepolti’ “.

Dopo tanto indagare, pensi di esserti fatto un’idea sul come e sul perché, in questi casi non si sia arrivati alla verità e a trovare i colpevoli?

“Per quanto riguarda i fatti più vecchi, le tecniche investigative dell’epoca non hanno certo aiutato. Con le strumentazioni di oggi, magari tanti di quelli avrebbero visto una soluzione. Mi riferisco alle moderne tecniche scientifiche, penso alle analisi di laboratorio, la ricerca del Dna sugli oggetti. Per altri, però, crediamo siano stati commessi errori, letture sbagliate. Ma la finalità di questo libro non è di criticare questo o quell’operato, non ci permetteremmo mai; bensì riportare alla luce fatti di sangue dimenticati che ancora oggi aspettano giustizia e magari dare un input perché qualcuno se ne interessi e tenti di riaprirli. Le famiglie delle vittime, in primis, hanno tutto il diritto di sapere cosa è successo veramente, avere il nome dei responsabili, anche se alla fine il loro caro non tornerà più. Ma avere la verità, sapere che il potenziale colpevole potrebbe pagare per ciò che ha fatto, servirebbe a lenire, anche in minima parte, il loro dolore.

Quale dei delitti contenuti nel libro ti ha colpito e sconvolto maggiormente? Per quale motivo?

“Tutti quanti sono molto cruenti e sconvolgenti. Penso all’assassinio di Viviana Manservisi, uccisa con un colpo di pistola sul luogo di lavoro davanti al padre, all’esecuzione di Franco Caselli, sceso dall’auto nei pressi del carcere e freddato da un killer fuggito nell’immediatezza, a Barbara Radomska e all’anziana signora  Elvira Moretti, aggredite di primo mattino nella loro abitazione e assassinate a coltellate, o ancora  a Nicola Bonetti, ucciso nella pineta di Lido Spina davanti agli occhi della fidanzata nel 1980. 
Il caso che mi ha colpito di più? Sicuramente quello di Willy Branchi, che mi ha visto coinvolto in prima persona fin dal 2013 e con l’aiuto dell’avvocato Simone Bianchi e del fratello della vittima, Luca Branchi, siamo riusciti a fare riaprire il fascicolo dopo 26 anni. 
Fondamentale è stata un’intervista che ho fatto all’ex parroco di Goro nella quale mi aveva fatto nomi e cognomi dei presunti assassini.
 Da qui è poi nato il libro ‘Storia di Willy’ (Minerva edizioni). Oggi l’inchiesta sulla morte del diciottenne è ancora aperta e, speriamo, vicina alla verità”.

Tu ti occupi di cronaca nera e giudiziaria da moltissimi anni. Con i mezzi tecnologici ed investigativi oggi a disposizione, qualcuno dei casi trattati nel libro avrebbe potuto essere risolto?

“Come detto poc’anzi, credo proprio di sì. Nel libro questo emerge. Quasi per ogni caso, c’è un capitoletto dal titolo: ‘E se un fatto analogo accadesse oggi?’. Abbiamo tentato di rileggere quelle vecchie vicende con gli occhi e le strumentazioni moderne, dando al lettore la possibilità di capire come un vecchio delitto potrebbe essere trattato ai giorni nostri”.

Prima di salutare i nostri lettori, descrivi tu, che lo hai concepito e realizzato “Delitti nella nebbia’.

“Il libro si divide in tre grandi sezioni: Delitti perfetti, I casi riaperti, Omicidi dimenticati. 
Nei primi abbiamo inserito tutti quelli per cui siamo riusciti ad entrare in possesso degli interi faldoni archiviati, dopo l’autorizzazione di procura e tribunale. 
La seconda sezione tratta tre casi: Willy Branchi, Denis Bergamini (ucciso nel Cosentino ma a tutti gli effetti un caso ferrarese), e Pier Paolo Minguzzi, fascicoli riaperti e per i quali gli inquirenti oggi stanno cercando di ricostruire la verità. Infine, negli omicidi dimenticati, i casi ricostruiti con gli articoli di giornali e i pochi atti in nostro possesso, per via dell’enorme difficoltà nel reperire i documenti dopo le mancate autorizzazioni dell’autorità giudiziaria. C’è, infine, una parte finale molto corposa e dettagliata, dal titolo “Approccio metodologico e tecniche di analisi”, che dà una lettura di tutti i casi dal punto di vista scientifico. La pubblicazione di questo libro, non dimentichiamo, è stata grazie anche alla volontà dell’editore, Roberto Mugavero (Minerva), che ci ha spalleggiati in ogni cosa. 
 
Il libro, uscirà in distribuzione nei negozi martedì 16 ottobre.


Condividi su:

Altre notizie: