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Invasione di cimici, "il vero pericolo sono i fitofarmaci usati per combatterle"

Invasione di cimici, "il vero pericolo sono i fitofarmaci usati per combatterle"

Il Comitato per la Salute del Basso Ferrarese chiede alla Regione investimenti per la lotta biologica

Le cimici, consuetudine autunnale nel nostro territorio, hanno stavolta invaso abbondantemente gran parte d’Italia, dagli appennini alla pianura padana alle zone alpine. Accanto alla ben nota cimice verde però, negli ultimi anni è in costante aumento la presenza della specie asiatica (Halyomorpha halys), facilmente riconoscibile per il suo colore che va dal rosso al marrone al grigio scuro, come illustrato su queste pagine dal biologo Claudio Lanzoni. 

Come le cimici verdi, anche la cimice asiatica non è di per sé dannosa per l’uomo, ma può procurare danni anche ingenti alle colture. Giustamente in allarme, gli agricoltori corrono ai ripari con soluzioni diverse, dalla recinzione delle aree coltivate all’impiego di fitofarmaci in grado di allontanare questi piccoli predatori volanti.

Proprio questi ultimi, ha sottolineato di recente il Comitato per la Salute del basso ferrarese, sarebbero sicuramente dannosi per l’uomo, al contrario delle cimici stesse. Alla Regione Emilia Romagna, da anni attiva nel monitorare questa ‘invasione’ nelle campagne da Ferrara a Piacenza (QUI è possibile consultare gli opuscoli informativi e gli esiti delle ricerche), il Comitato chiede infatti di investire sulla ricerca per la lotta biologica a questi insetti, sostenendo altresì gli agricoltori che optano per tecniche a basso impatto ambientale.

“Il pericolo per l'uomo – sottolinea il Comitato - viene dall'impiego di fitofarmaci particolarmente tossici che aggiungono veleni al terreno con ricaduta sulla salute dell'ambiente e dell’uomo”.



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